Quale cloud per la Pubblica Amministrazione?

L’evoluzione dell’informatica pubblica ha nel tempo ha portato alla realizzazione di diversi fenomeni di interazione e cooperazione tra le pubbliche amministrazioni, riguardanti sia i profili infrastrutturali, sia quelli software. In alcuni casi, tali processi aggregativi hanno dato luogo a soluzioni che si avvicinano, e talvolta risultano adattabili, se non assimilabili, al modello del cloud computing.

[…] Tuttavia, se il ricorso alla modalità cloud può comportare vantaggi in termini di efficienza, più discussa è l’esistenza di vantaggi economici immediati in termini di minor costo dell’IT. Non va inoltre trascurato come a fronte degli aspetti positivi che possono conseguire dall’adozione di soluzioni di cloud computing, tale mutamento possa anche comportare alcune criticità cui le pubbliche amministrazioni devono necessariamente porre attenzione. A tal proposito i profili di maggior rilievo concernono i rischi di lock-in rispetto ai fornitori ed i rischi relativi alla sicurezza dei dati derivanti dai contesti geo-politici degli stati in cui le data farm vengono collocate.

Su questi temi il Centro Nexa ha realizzato un’indagine pilota sulle amministrazioni locali, i servizi scolastici e i servizi sanitari in Piemonte (“Aspetti gestionali e implicazioni normative nell’implementazione del cloud computing nella pubblica amministrazione”), i cui risultati verranno presentati il 25 luglio p.v.

In sintesi la ricerca ha inteso valutare il livello di frammentazione dei servizi IT per la PA, per poi interrogarsi circa le opportunità che potrebbero conseguire dall’adozione di soluzioni incentrate su modelli di cloud computing.

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Rapporto “Aspetti gestionali e implicazioni normative nell’implementazione del cloud computing nella pubblica amministrazione”
(Executive Summary)

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